LA SECONDA MERAVIGLIA DELLA OPEN

SECONDA VITTORIA CONSECUTIVA, MA LA SANTOS NON VUOLE FERMARSI QUI

Forti della prima vittoria stagionale, maturata nel match casalingo contro YouSport — giocato però lontano dalle mura della Real Crescenzago,  casa giallorossa per questa stagione — la SantoS si presenta a Rodano con un carico di aspettative che sfiora l’euforia. Il successo ha rimesso benzina nelle gambe e fiducia nelle teste: la voglia di ripetersi è tanta, anche se l’avversario, sulla carta, non è esattamente dei più accomodanti.

La vigilia non è delle più serene. Ancora fuori GiacomoRadio di JayRiva, non più stampellato ma ancora da recuperare — e nessuno sa per quanto — e indisponibile anche “ProfessorCatapano, il centrale che tutte le squadre vorrebbero ma che, anche stavolta, deve arrendersi a un avversario imbattibile: libri e università. Una sentenza scolastica che pesa sulla formazione. Nonostante le assenze, mister Andrea non cambia una virgola nei suoi pensieri: nessuna deroga al credo tattico, nessuna eresia calcistica. Si resta fedeli all’adorato 4-2-3-1, il modulo che ha portato alla prima vittoria stagionale e che ormai rappresenta la firma identitaria della SantoS.

I MAGNIFICI 11

L’undici titolare conferma le scelte della vigilia: tra i pali c’è “Captain SantoSPiubelli, forte del clean sheet dell’ultimo turno, una prestazione che ha restituito sicurezza a tutto il reparto. Davanti a lui, la difesa si presenta come un vero campo di battaglia: al centro l’ormai imprescindibile DavideTalk ShowRiva, affiancato — a sorpresa vista la posizione atipica  — da “RinghioConti, costretto ad abbandonare l’amata fascia sinistra per una missione più ruvida nel cuore della retroguardia. Sulle corsie laterali, a sinistra c’è il “Cristallo di BoemiaCurioni, mentre a destra il “ProtestanteGuerra completa una linea che, almeno nei minuti di attesa del fischio d’inizio, trasmette una tranquillità quasi sospetta. In mezzo al campo, confermatissima la coppia che ha brillato contro YouSport: “MukiAndris, autore di una prova sorprendente e oggi chiamato a dare più estro alla fase offensiva, e il “ProfetaBaldax, il cui gol continua a essere pronosticato da lui stesso (e dal solito Moretti, fedele come un bookmaker d’altri tempi), ma che alla Snai rimane quotato come un evento astronomico. 

Sulle fasce, a sinistra resta padrone del territorio “TrilliCasiraghi, sempre carico al punto giusto, mentre a destra viene confermato “Piede di luppoloMoretti, galvanizzato dalla prima marcatura stagionale e da dolci presenze in tribuna. Dietro all’unica punta c’è spazio per l’arte pura: il “GhirlandaioGittardi, pronto a dipingere calcio e a distribuire assist come schizzi su una tela. Forse una delle sue ultime apparizioni in giallorosso? Chissà. La dirigenza sta provando di tutto per trattenerlo in giallorosso. E davanti, ovviamente, il bomberone: “SentenzaLazzeretti, capocannoniere e riferimento offensivo della SantoS.

All’ingresso in campo per la classica ricognizione, i giallorossi capiscono subito che la giornata non sarà semplice: il campo è in terra e la pioggia del giorno precedente ha lasciato cicatrici profonde. I dubbi sui tacchetti si sprecano, mentre il “ProfetaBaldax tenta un cambio di scarpe… sbagliando clamorosamente la misura. Una scena da fiaba: più che un centrocampista, sembrava Cenerentola alla ricerca della scarpetta giusta.  

Si passa quindi al test dell’equilibrio e del rimbalzo del pallone, roba da Serie A: controlli di fino, studio del terreno, sguardi concentrati. La SantoS vuole essere pronta a tutto.

SI PARTE A TUTTO GAS

E infatti, pronti via, come allo start del Palio di Siena, la partita si accende subito. I cavalli di razza si fanno sentire sin dal fischio d’inizio el a SantoS mostra immediatamente le sue intenzioni: sarà una gara votata all’attacco. Prima occasione: “TrilliCasiraghi entra in area palla al piede, affronta il portiere e… parata. Primo assalto, primo brivido, panchina già in piedi. Passano pochi secondi e arriva il bis: ancora Casiraghi, ancora davanti al portiere, ancora respinto (o forse è il portiere a essere colpito dal pallone, difficile dirlo). Rimane lo 0-0, ma l’adrenalina è alle stelle: una partenza così non si era mai vista.

Le emozioni non si fermano: al 3° minuto il “GhirlandaioGittardi si guadagna una punizione dal limite. “Cristallo di BoemiaCurioni sistema la palla, si accerta di non essersi infortunato per il movimento e fissa la porta, rincorsa… e il pallone attraversa tutta l’area senza trovare deviazioni, spegnendosi in fallo laterale. Terza occasione in tre minuti. E non è finita: al 4° minuto è il turno di “SentenzaLazzeretti, che si ritrova la palla buona in area ma la colpisce in modo misterioso — coscia? anca? destino? — e la sfera finisce docile tra le mani del portiere. Quarta occasione in quattro minuti. Roba da stropicciarsi gli occhi. Così si mette a dura prova la tenuta delle coronarie dei mister.

Dopo una breve pausa dalle emozioni, al 7° la SantoS torna a farsi pericolosa: il “ProfetaBaldax recupera un gran pallone a centrocampo e serve sulla destra un ispirato Moretti, che scatena il suo “Piede di luppolo”. Ci si aspetta il destro, e invece no: il mastro birraio dei peggiori bar degli eredi di Lenin, esibisce un sinistro d’esterno che pesca Curioni in maniera perfetta. Ma stavolta il calcio piange un po’: la conclusione è un tiraccio inguardabile. Peccato. Fin qui si è parlato solo di attacco, ma dietro il muro giallo tiene benissimo: compatto, solido, concede al Rodano due sole conclusioni, entrambe da raccogliere dietro la porta. L’unico movimento di “Captain SantoSPiubelli fino a quel momento è osservare tiri che ricordano gli allenamenti del martedì.

Al 18° il Rodano si rifà vivo grazie a una palla persa — ed è strano scriverlo— da Andris, ma la conclusione finisce alta sopra la traversa. Pericolo scampato e “Captain SantoS” suda solo per le sue urla.

Al 23° è ancora “SentenzaLazzeretti a far tremare il Rodano: conclusione velenosa che sfila di poco alla destra del portiere, che probabilmente non ci sarebbe mai arrivato. La SantoS torna a premere, tiene gli avversari schiacciati nella loro trequarti e continua a costruire occasioni. Al 25° Curioni pennella un pallone invitante in area ma Moretti lo accarezza con la delicatezza di chi maneggia un calice di cristallo finissimo: difatti il tocco è una leggera carezza. Il portiere del Rodano ringrazia incredulo la scarsa freddezza giallorossa. 

Ma la grazia dura poco. Su un ribaltamento di fronte, una palla vagante arriva quasi al limite dell’area. Il portiere del Rodano esce ma, forse distratto dalle fanciulle in tribuna, raccoglie solo aria e rammarico. La sfera prosegue verso la porta e Andris la segue con lo sguardo da predatore pronto alla zampata decisiva… ma non serve. Il difensore del Rodano, arrivato a contatto con il palo, perde ogni cognizione dell’esistenza — una tranche? una visione? un blackout calcistico? — incespica sul pallone e, sotto gli occhi ipnotici di Andris, lo accompagna lentamente in rete. 1-0 SantoS al 28°, autogol clamoroso ma vantaggio ampiamente meritato. Come da tradizione, la tentazione di assegnarlo a “SentenzaLazzeretti è forte, ma stavolta sarebbe davvero troppo. Non è ancora la SantoS League.. I padroni di casa provano subito a reagire: passano appena sessanta secondi e “Captain SantoSPiubelli è chiamato alla prima vera parata del match. Risponde presente, difende il vantaggio e chiude il primo tempo con l’unico brivido concesso agli avversari.

IL VERO SPETTACOLO ARRIVA ORA

Negli spogliatoi si scioglie finalmente il dubbio che aleggiava su tutta la panchina: perché “SentenzaLazzeretti corre male e non ne azzecca una? Il mistero è presto svelato. Scarpe nuove, dolore, sofferenza. Polveri bagnate, letteralmente. Mister Andrea, il Nostradamus giallorosso, pesca la carta risolutiva: dentro “El BeboteSamele, il classico cambio che profuma di svolta. E infatti, dopo appena un minuto della ripresa, il nuovo entrato ha subito la palla buona. Si presenta davanti al portiere, ma l’estremo difensore del Rodano lo ipnotizza. Un’occasione che avrebbe potuto chiudere la partita, ma che resta lì, sospesa.

I padroni di casa rientrano con tutt’altro spirito: al 3° minuto confezionano un colpo di testa pericolosissimo, ma “Captain SantoSPiubelli risponde con una parata splendida, reattiva, da copertina. È il momento migliore del Rodano, che insiste con un batti e ribatti in area da far tremare i polsi. Cuore in fibrillazione, ma solo paura.

Poi, all’8°, la partita cambia volto. “El BeboteSamele fugge sulla destra ma, invece di puntare la porta a testa bassa, sorprende tutti: cross teso, la palla attraversa tutta l’area e arriva a “TrilliCasiraghi. Stavolta il mago del pallone non sbaglia: esterno destro, coordinazione perfetta, palla in rete. 2-0 SantoS. Finalmente si sblocca: primo gol stagionale, liberazione pura. E per Samele arriva anche il  primo assist in giallorosso e, forse, in carriera. Due colpi inattesi, due gioie enormi. Il doppio vantaggio non spegne la SantoS, anzi. Al 9° minuto è ancora “El Bebote” protagonista: lancia in avanti quasi alla cieca ma trova un artista del pallone: il “GhirlandaioGittardi. Pennellata morbida, appoggio in rete con la classe sopraffina dei grandi artisti. 3-0 SantoS. Una goleada che profuma di impresa.

 

Urlo

Si rimette il pallone al centro e il Rodano prova subito a rialzare la testa: dopo meno di un minuto arriva una punizione dal limite — fischiata per un mani di “RinghioConti — che si spegne contro la barriera. È il segnale che gli avversari non ci stanno e infatti gli animi iniziano a scaldarsi, soprattutto quelli della punta del Rodano, più impegnata a provocare “Captain SantoS” che a cercare la porta. Al 12° minuto arrivano i primi cambi: un buon “Piede di luppoloMoretti lascia spazio al “Cigno di LambrateProsperi, non al meglio fisicamente ma deciso a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Stiramento leggero, sì, ma spirito da gladiatore. Esce anche Andris per far posto al nuovo acquisto giallorosso: Antonino, il latin lover della fascia, pronto all’esordio. I cambi non alterano l’inerzia del match: la difesa tiene benissimo, la SantoS gestisce, il Rodano prova a ripartire ma senza trovare varchi.

L’URLO NEL DESERTO

E poi, al 13°, accade ciò che tutti aspettavano. Non un gesto tecnico, non un gol, non un assist: il rito sacro del Profeta. La palla rimbalza a centrocampo dopo un contrasto che definire “leggero” è un atto di generosità. Un soffio di vento, un’ombra di contatto, un fruscio d’erba. Eppure per Baldax è abbastanza. Anzi: è tutto ciò che serve. Il tempo rallenta. Il campo trattiene il fiato. Le tribune si zittiscono come davanti a un’eclissi. E allora eccolo: il volo. Non un tuffo, non una caduta. Un’ascesa. Un’elevazione mistica. Un gesto che sfida la fisica, la logica e perfino il buon senso. Le braccia si aprono come ali, il busto si inarca, le gambe si distendono in un’eleganza che neanche un cigno addestrato al Bol’šoj. Dalle tribune si alzano cartelli: 9.5, 9.8, 10, 10, 10. Un tripudio di voti che neanche la finale olimpica dei tuffi. E poi arriva l’urlo. Non un semplice grido. Non una protesta. È un richiamo primordiale, un tuono che squarcia il cielo di Rodano, un canto di battaglia che risveglia gli antenati del calcio. Un urlo che vibra nelle panchine, rimbalza sulle reti, scuote le bandierine del corner e fa tremare perfino il direttore di gara, che per un attimo sembra chiedersi se non sia il caso di ammonire… la natura.

È l’urlo del Profeta. Il marchio di fabbrica. Il segnale che tutto è sotto controllo, che la SantoS è viva, presente, dominante. Un rito che mancava da troppo tempo e che oggi torna a illuminare il pomeriggio giallorosso come un fulmine in una notte d’estate. Il Profeta è tornato. E con lui, la leggenda.

PARTITA IN CONTROLLO

Da quel momento la partita cambia tono: tanti contatti, poche occasioni, ritmo spezzettato. Al 47° il Rodano beneficia di due punizioni al limite dell’area, entrambe difficili da interpretare. La prima attraversa l’area e quasi finisce in fallo laterale; la seconda nasce proprio da quella mischia e termina alta, con Piubelli comunque sulla traiettoria. Si soffre un po’, ma senza perdere il controllo. Al 51° arriva finalmente una punizione a favore della SantoS che si infrange sulla barriera, riportando i giallorossi nella metà campo offensiva.

Al 52° entra in campo “SoldatinoBordiga sulla sinistra, con il “CompagnoGuerra richiamato in panchina da mister Andrea. “TrilliCasiraghi scala a destra in posizione più arretrata, pronto a dare equilibrio. Riprende il gioco e l’attaccante del Rodano prova a sfondare: la punta supera “RinghioConti e si presenta davanti a “Captain SantoS”, ma il numero uno giallorosso chiude tutto con autorità.3-0 e nervi sempre più tesi per la punta del Rodano, che ormai vaga per il campo come un eroe tragico in cerca di un gol che non arriverà mai. Decide allora di dedicarsi alla sua nuova missione: far perdere la calma a Piubelli. “Captain SantoS” potrebbe rimanere tranquillo, immobile, impassibile? Certo che no! Non abbiamo un monaco zen in porta..  Con un mezzo sorriso e la sicurezza di chi conosce il proprio destino, gli risponde secco, tagliente, definitivo: «Tanto non mi segni mai.» Una frase che pesa più di una parata. Una sentenza. Una condanna sportiva. E soprattutto, una verità assoluta. Perché, spoiler: non segnerà davvero. L’unica emozione che riesce a regalare al pubblico in tribuna è un discutibile balletto provocatorio, talmente sgraziato che perfino Roberto Bolle, vedendolo, avrebbe chiesto il cambio

Al 56° è Prosperi a lanciarsi sulla fascia sinistra, viene fermato, ma permette alla SantoS di risalire il campo. Due minuti dopo è ancora lui protagonista, stavolta sulla destra grazie a un’invenzione di “Trilli” Casiraghi: palla in mezzo, ma nessuno arriva all’appuntamento. Al 60° mister Andrea richiama in panchina il “GhirlandaioGittardi, autore di una prova sontuosa, e manda in campo “Purple Rain” Del Greco, che entra con la voglia di spaccare il mondo e di chiudere la partita senza patemi. La SantoS continua a gestire, ma il Rodano non molla: cerca l’episodio, la scintilla, il colpo che possa riaprire tutto.

IL REGALO DEL DIRETTORE DI GARA

E infatti, dopo un recupero infinito — un recupero che sembra scritto da un arbitro con il polso morbido e il cuore generoso — arriva la punizione che può cambiare la storia. Posizione invitante, barriera sistemata, pubblico che trattiene il fiato. Parte il tiro: forte, preciso, imparabile. 3-1. Il Rodano accorcia, senza nemmeno il tempo di illudersi. Dopo aver regalato l’ultima occasione ai padroni di casa, il direttore di gara fischia la fine ed è seconda vittoria consecutiva per la SantoS e record di gol segnati in una singola partita. Peccato per il clean sheet rovinato dall’estrema generosità dell’arbitro ma l’importante sono i 3 punti portati a casa.

Il triplice fischio arriva come una liberazione e come una conferma. La SantoS vince, convince e soprattutto cresce. È una squadra che non si limita a giocare: si riconosce, si cerca, si aiuta, si esalta. Una squadra che ha imparato a soffrire senza crollare, a colpire senza tremare, a difendere senza arretrare. È la vittoria del gruppo, dei dettagli, dei sacrifici. È la vittoria di chi entra e cambia la partita, di chi esce e applaude, di chi lotta su ogni pallone come se fosse l’ultimo. È la vittoria di chi non molla mai. E c’è un gruppo che, domenica dopo domenica, sta costruendo qualcosa di più grande dei tre punti: un’identità.

IL VERSO SHOW E’ DEL “PROFETA”

Ed è alla fine del match che parte il vero show. Il “Profeta” o, per meglio dire in quest’occasione “The Greatest Showman” si esibisce al suo apice per i pochi fortunati rimasti in campo. Esaltato dai tifosi in tribuna, Baldax coglie l’attimo in cui il direttore di gara si avvicina e regala perle. Con la serietà di un artista incompreso e la teatralità di un divo di Broadway, Baldax gli confida — quasi con rammarico, quasi con dolore — che il campo lo ha limitato. Sì, proprio così: limitato. Una tragedia sportiva.

Spiega che quell’erba, quel terreno, quelle dimensioni hanno soffocato il suo smisurato talento, impedendogli di mostrare al direttore di gara l’intero repertorio. Un’occasione persa per l’arbitro, pover’uomo, che non ha potuto assistere allo splendore completo dell’arte baldaxiana. Il “Profeta” scuote la testa, come un Michelangelo costretto a scolpire con un cucchiaio. L’arbitro lo guarda, convinto dalle parole ma la tribuna esplode di risa. Il suo show non termina mai e noi gliene saremo sempre grati! In attesa che Broadway o Hollywood chiamino the “The Greatest Showman”,  noi ce lo teniamo stretto in giallorosso! Come tutto il resto della grande squadra della Open!

GRANDI RAGAZZI, CONTINUATE COSI’!

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