"E SIAMO ANCORA QUA, EH GIA' "

UN PENSIERO DEL PRESIDENTE DELA SANTOS

A quasi un anno di distanza, contro ogni previsione ci ritroviamo a partecipare alla Coppa Plus. Nessuno ci credeva, probabilmente nemmeno la squadra stessa.
Alla fine della passata stagione qualcuno ha salutato; tra i ragazzi arieggiava l’idea che andati via i più forti, coloro che lo scorso anno in parte erano stati gli artefici di quella cavalcata trionfale, la squadra si sarebbe sciolta come neve al sole.
Tutti si domandavano, anche tra i tifosi “Come faremo senza il 3 e il 10?”
Nessuno pensava di poter tornare a fare i risultati; ma… arrivano un nuovo 3 e un nuovo 10, ma non nuovi ragazzi, bensì veterani che prendono in dote questi numeri con una certa ansia e apprensione, con la paura di non esserne all’altezza… insieme a loro, arrivano un “nuovo” 25, anche lui un veterano che fino all’ultimo sembrava dovesse lasciare ma che poi, si sa, la vita ti mette di fronte a scelte a volte di cuore e a volte di necessità, un confermatissimo 8 e un nuovo elemento il 12.
3-8-10-12-25, numeri che in una fortunosa combinazione lotteristica potrebbero portare alla vittoria di un cinquina secca su Milano, in realtà sono l’esempio di come il lavoro duro possa essere la chiave per emergere. Perché come dico sempre, nella vita nessuno ti regala niente, nella vita devi lavorare per ottenere i risultati e basta un attimo per cadere perché la vita sa picchiare forte, sa entrare in tackle e sa far male; e allora? Per ripartire bisogna solo imparare a sudare, a ingoiare a volte bocconi amari anche quando si pensa di aver ragione, ma soprattutto bisogna dimostrare con i fatti e non con le parole quello che si vale.
E allora è così che questi 5 ragazzi con storie e vissuti totalmente diversi, sono arrivati ad avere un rendimento, sia in allenamento che in partita, tale per cui la squadra ha iniziato a girare in un modo diverso dall’anno scorso: e così come loro, tutti gli altri (i numeri: 1, 4, 5, 7, 9, 11, 14, 15, 16, 22) hanno iniziato a sentirsi parte di questo “nuovo” gruppo. Perché fare parte di un gruppo vuol dire lavorare tutti insieme per uno scopo comune; in un gruppo bisogna essere tutti dei leader, non solo chi ha la fascia di capitano al braccio. In un gruppo non c’è spazio per i bulli, per chi con parole pensa di essere migliore di altri, per chi usa la violenza per essere forte. In un gruppo per essere dei leader bisogna imparare a essere umili, perché l’umiltà è la FORZA del vero campione e a differenza di quello che oggi qualcuno racconta, campioni si diventa, non si nasce. Le parole si lasciano a chi fa politica, a chi le usa per ubriacarti il cervello facendoti credere che il bianco in realtà sia nero o viceversa. A noi piacciono i FATTI.
E questi ragazzi i fatti li stanno mostrando contro tutto e tutti, contro chi stava aspettando e in parte desiderava una loro caduta, perché quando vinci risulti antipatico a tal punto che gli stessi tuoi sostenitori iniziano a sperare nella tua sconfitta.
Come presidente posso solo dire di essere orgoglioso di questi ragazzi che stanno
Imparando a essere campioni di VITA, e finché porterò avanti questo ruolo, lavorerò per far sì che questi giovani imparino a volersi bene, perché quando impari a volerti bene sei in grado di ribaltare il mondo.
In bocca al lupo U15 e qualsiasi risultato otterrete se vi impegnerete, sarà sicuramente un successo. Siete solo all’inizio del vostro cammino di vita. Usate lo sport come esempio per rendere la vostra vita un successo.
Grazie a chi aiuta tutti i giorni i nostri ragazzi a crescere.

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