MORETTI-SAMELE: LA SANTOS VINCE!
Luppolo e Bebote: la SantoS brinda a suon di birra!
Nel freddino pungente del Centro Sportivo Comunale di Vimodrone – quello che ti fa tirare su il bavero ma non ti congela l’anima – la SantoS si presenta al recupero infrasettimanale con un bagaglio particolare: una sconfitta immeritata contro i Milano Wolves da smaltire, ma anche un girone di ritorno che profuma di rinascita. Tre pareggi, qualche sprazzo di gioco vero, nuovi innesti che iniziano a dire la loro. Insomma: aria buona, finalmente.
Il pre‑partita è un mix di attesa e scaramanzia. Il riscaldamento non è esattamente da Bundesliga, ma la fiducia c’è. E poi ci sono loro: i tifosi. Cartellone, voce, entusiasmo. Gente che sfida il freddo del mercoledì sera come se fosse una semifinale di Coppa Italia. L’Italia dello slittino festeggia due ori storici, ma al fischio d’inizio tutto passa in secondo piano: perché a Vimodrone, mercoledì sera, il vero podio è solo giallorosso.
SANTOS IN CATTEDRA: PRIMO TEMPO DA APPLAUSI
La partita parte con una SantoS sorprendentemente propositiva. Trame di passaggi, movimento sulle fasce, difesa compatta. Gli ospiti di YouSport sembrano soffrire, quasi infastiditi da tanta organizzazione. Il “Cigno di Lambrate” Prosperi e “Muki” Andris fanno ordine in mezzo, mentre il ‘Profeta’ Baldax guida la retroguardia come un patriarca biblico (anche se, a sentirlo parlare, sembra più un apostolo del bar sport che un evangelista). E poi c’è lui, “Ringhio” Conti: gli avversari provano a sfondare dalla sua parte, ma è come tentare di aprire la Diga delle Tre Gole con un cucchiaino. Non passa niente.
Al 15° YouSport prende coraggio: ripartenza al limite del fuorigioco, attaccante lanciato a rete: è una sfida uno contro uno col portiere. Ma davanti a lui c’è “Captain SantoS” Piubelli che lo ipnotizza come un incantatore di serpenti. Parata, brivido, respiro.
Tre minuti di sofferenza, tre minuti in cui il tempo sembra stringersi come un pugno. Poi, all’improvviso, la SantoS ritrova fiato e coraggio. L’azione nasce timida sulla sinistra, quasi un sussurro, poi prende forma, si allarga, cresce. La palla scivola sulla trequarti come una promessa, Andris la vede, la sente, la rincorre: accelera, strappa, si infila nello spazio con la naturalezza di chi conosce il copione a memoria. Arrivato quasi sul fondo, non si ferma: alza la testa un istante, giusto il tempo di leggere il destino, e mette dentro un pallone teso, cattivo, di quelli che non chiedono permesso ma pretendono una conclusione.
IL SIGILLO DEL 9
E lì, nel cuore dell’area, nel punto esatto in cui si decide tutto, chi c’è? Chi può esserci? L’ombra che si stacca dal difensore, il corpo che anticipa, il piede che sa già cosa fare prima ancora di toccare il pallone. Lì c’è il numero 9 che vive per questi attimi. L’attaccante che osserva il pallone come un degustatore osserva una pinta di birra appena versata, sceglie l’impatto giusto e calcia di prima con un gesto pulito, quasi fosse il primo sorso della serata. Piattone destro, rasoiata, gol. 1-0 SantoS. Esplosione di gioia, corsa verso la panchina, abbracci. Il n.9 torna titolare e trova il primo gol stagionale. Era nell’aria, serviva solo un pizzico di fortuna. E lui, la fortuna, se l’è cercata!
Dopo il gol, la SantoS continua a spingere: “Trilli” Casiraghi e Prosperi flirtano col raddoppio, ma il 2-0 non arriva. Poco male: il gioco c’è, la testa pure. I giallorossi continuano a creare un buono gioco, buone trame di passaggi mentre gli avversari si fanno pericolosi a tratti, ma non così tanto da far smuovere “Captain SantoS“. Si va al riposo sull’1-0. E per una volta, lo spogliatoio è un vulcano di ottimismo. Il primo tempo si chiude così, con la SantoS in piena fiducia e davanti di un gol.
TEMPO DI CAMBIAMENTI
La ripresa si apre con la SantoS ancora in proiettata in avanti. La prima sostituzione della serata vede l’ingresso del “Ghirlandaio” Gittardi, inaspettatamente seduto in panchina per 30 minuti (che il Signore del calcio perdoni questa scelta e abbia pietà di noi!). A fargli spazio è “Gladiatorino” Zuccarello, protagonista di una buona partita in mezzo al campo. La partita procede senza grandi emozioni fino al minuto 38, quando da un’azione d’attacco, YouSport recupera palla e parte in contropiede. Buono il tentativo ma “Rosato” Guerra non è d’accordo e afferra vistosamente la maglia dell’esterno per un tempo quasi eterno. Bloccato l’avversario, il “Compagno” si vede sventolare il cartellino giallo sul volto: ineluttabile.
La panchina riflette: il rischio doppia ammonizione per Jacopo è reale. Sulla fascia si inizia a sentire la stanchezza e mancano ancora venti minuti al termine. La soluzione? Mister Andrea chiama a sè il “Cristallo di Boemia“. Dopo un rapido riscaldamento (durato poco meno di un tempo di gioco!), Curioni è pronto a fare il suo ingresso. E qui arriva il primo colpo di genio: esterno destro di difesa sarà “Trilli” Casiraghi. La fantasia messa a disposizione della difesa.
LA SANTOS NON LA CHIUDE
La partita procede seguendo i binari del primo tempo e la SantoS non molla il colpo. Per dare ancora più pressione agli avversari in difficoltà, tentando di chiudere la partita, “Coach” Andrea fa entrare “Alta Tensione” Lazzeretti. Questo ingresso, però, ha un solo significato: “Piedi di luppolo” lascia il campo. Applausi, inchino, sipario. Il n. 9 si prende i complimenti di tutta la panchina e sfodera un sorriso soddisfatto prima di sedersi. Il cambio sembra dar nuova energia alla squadra: sulla destra, Casiraghi e Prosperi costruiscono un’azione splendida, col pallone che attraversa tutta l’area di rigore, incontrando solo la deviazione del difensore in calcio d’angolo. La SantoS controlla, costruisce ma non chiude.
TUTTA LA SANTOS, MINUTO PER MINUTO
Minuto 48: timeout. Come un coach di NBA, Mister Andrea chiama il tempo. Si rifiata e ci si riorganizza. Ed è anche il momento dell’ingresso del “Calladito” Marasco. Esce Andris, autore di un’ottima partita in mezzo al campo: talento, controllo e quel pizzico di fantasia che fa sempre comodo. Passa qualche secondo e arriva una beffa perchè il nuovo entrato Marasco si infortuna e i piani di Mister Andrea devono prendere una piega diversa: qui prende forma il secondo colpo grosso del coach.
Minuto 60. La decisione prende forma, lentamente, come una nuvola che si compatta. E alla fine il nome emerge chiaro: Samele. Scelta improvvisa? Scelta ponderata? Mistero, ma quel che conta è il risultato. Intanto il direttore di gara, dopo aver segnato il cambio, si mette a fare conti ad alta voce prima di annunciare i 5 minuti di recupero. Per un attimo abbiamo temuto tirasse fuori anche la calcolatrice.
IL TIMBRO DEL BEBOTE
Minuto 61.La lancetta dei minuti fa appena in tempo a completare un giro, un unico, lento cerchio sul quadrante, prima che la SantoS ritrovi la via della porta con la forza di chi non chiede permesso ma pretende il proprio destino. L’azione parte dalla sinistra, la zona sotto il controllo del “Cristallo di Boemia“. Col coraggio di chi vive ogni gesto come un potenziale rischio, ma decide che per un tiro non vale la pena preoccuparsi, Curioni si lancia sul pallone e calcia verso la porta con l’aria di chi dice: “Oh, al massimo mi rompo dopo”. La conclusione non è precisa ma insidiosa e il portiere degli ospiti para, senza riuscire a trattenere il pallone. Rapido come un’aquila, Samele si avventa sul pallone e colpisce senza esitazioni: 2-0. Un gesto che taglia l’aria e il tempo, lasciando solo il rumore della rete. Terzo gol stagionale per “El Bebote” e partita in ghiaccio: il doppio vantaggio è sufficiente.
Esplosione di gioia dalla panchina e dalla tribuna: la prima vittoria stagionale è lì, a un passo, così vicina che quasi la tocchi. Il sogno comincia a prendere forma, pronto ad avverarsi. Da qui in avanti è tutta attesa, un’attesa che pesa, che si dilata, che sembra non finire mai. Un tempo sospeso, infinito, senza cuore, senza respiro.
IL PRIMO SUCCESSO STAGIONALE
E poi arriva il fischio finale. Un suono che non si sente nemmeno, coperto dall’urlo della SantoS. Finalmente. La vittoria è nostra. I giallorossi si sbloccano e scoppia una festa grande, enorme, liberatoria. Per qualcuno sarà solo una vittoria, una delle tante. Per noi no. Per noi è un successo sudato, cercato, studiato, lavorato centimetro dopo centimetro.
Il primo di tanti? Chissà. Il campo parlerà, come sempre. Ma una cosa è certa: noi la voce la alzeremo, eccome se la alzeremo.