LA OPEN SERVE IL TRIS

SECONDA VITTORIA CONSECUTIVA, MA LA SANTOS NON VUOLE FERMARSI QUI

L’UNDICI TITOLARE

La SantoS si presenta all’ultimo appuntamento del campionato invernale con l’aria di chi ha appena trovato il filo giusto della stagione e non ha nessuna intenzione di mollarlo. Due successi consecutivi alle spalle, una striscia positiva che aleggiava da settimane come una promessa non detta, e quella sensazione – tipica delle squadre che stanno bene – che il terzo atto possa essere quello della conferma definitiva. L’undici titolare scelto da Mister Andrea è la naturale evoluzione del successo esterno sul Rodano: stesso impianto, stessa anima, qualche ritocco obbligato dalle assenze e da una condizione fisica che, a marzo, somiglia più a un referendum che a una certezza. In porta, però, non si discute: c’è il solito baluardo, “Captain SantoS” Piubelli, protetto da quella strana aura che gli dèi del calcio concedono solo ai loro prescelti.

Davanti a lui, la linea difensiva è un piccolo romanzo di caratteri e soprannomi. A sinistra c’è “Ringhio” Conti, che non ha bisogno di spiegazioni: basta guardarlo per capire perché il soprannome gli calza come un parastinco. Al centro si piazza il “Professor” Catapano, non tanto perché dispensi lezioni, quanto perché ha quell’aria da uomo che del calcio conosce ogni virgola, anche quelle che gli altri non leggono. E poi ci sono loro, i fratelli del vento, i Tachibana – o Derrick, per chi negli anni ’90 ha imparato a vivere tra campi da calcio e sigle dei cartoni. Dopo cinque partite d’assenza tornano finalmente insieme: Davide “Talk Show” Riva, colui che non perde occasione per far sapere la sua, soprattutto quando c’è da contestare una virgola del mondo, e Giacomo “Radio di Jay” Riva, che corre quanto parla. Una coppia che, quando si ricompone, non cambia solo la difesa: cambia proprio la colonna sonora della partita.

In mezzo al campo, il rientro del “Gladiatorino” Zuccarello non aggiunge muscoli ma sicuramente presenza: piccolo, testardo e sempre pronto a infilarsi dove gli altri non osano, mentre “Muki” Caccavale si prende la terza maglia da titolare consecutiva, segno che la fiducia del mister non è più un prestito ma un investimento a lungo termine. Sulle fasce, conferme pesanti: “Trilli” Casiraghi, alla decima da titolare e settima consecutiva, ormai una certezza più che una sorpresa;  dall’altra parte il fragile ma luminoso “Cristallo di Boemia” Curioni, incredibilmente alla quarta presenza consecutiva, un record personale che meriterebbe una targa commemorativa e forse anche un controllo medico per verificare che sia davvero lui. Davanti, Mister Andrea sceglie la soluzione più logica e allo stesso tempo più poetica: “Sentenza” Lazzeretti, che quando decide una partita lo fa con la freddezza di un giudice di Cassazione, e alle sue spalle il “Cigno di Lambrate” Prosperi, funambolo giallorosso, ballerino dell’ultimo passaggio, uomo che trasforma ogni pallone in un’ipotesi di bellezza.

Con questi ragazzi la SantoS si presenta alla sfida contro il Filarete, che nel frattempo si gioca la vetta del girone. Una partita che profuma di ambizioni, di incroci di destini e di quel calcio d’inverno che non perdona, ma che a volte regala storie più grandi dei punti in classifica.

PRONTI, VIA: SUBITO EMOZIONI

Dal fischio d’inizio alla prima occasione pericolosa della SantoS passano appena 45 secondi, nemmeno il tempo di spillare una birra in panchina per Moretti o di far accomodare il “Profeta” Baldax. Nemmeno il tempo della prima, immancabile protesta di “Captain SantoS” Piubelli che il “Cigno di Lambrate” Prosperi decide di scompaginare il copione. Il pallone gli arriva al limite dell’area, lui non ci pensa nemmeno mezzo secondo: controllo, sguardo, tiro. GOL! 1-0

Giallorossi subito in vantaggio, dopo neanche un minuto, e Filarete colpito come da un secchio d’acqua gelata: immobili, increduli, quasi offesi dall’imprevisto. Rimesso il pallone al centro, la partita riparte con un equilibrio sorprendente, fatto di piccoli strappi e risposte immediate. Al 4° è il Filarete a farsi vedere dalle parti di “Captain SantoS”: pallone che filtra in area, conclusione alta sopra la traversa. Un brivido, nulla più. La lancetta non completa nemmeno un giro che “Trilli” Casiraghi decide di accendersi: riceve, punta, calcia. Il pallone sorvola la traversa, ma il messaggio è chiaro: la SantoS non è venuta a fare presenza.

Il botta e risposta continua, e stavolta è il Filarete a provarci con un cross insidioso che piomba nel cuore dell’area. Territorio di “Talk Show” Riva, che spazza via il pallone con la stessa decisione con cui ribatte a qualsiasi critica. E infatti, subito dopo, si prende anche un fallo: la normalità per ogni combattente. Da questo episodio nasce il miglior momento giallorosso del primo tempo. La SantoS alza il pressing, mette in difficoltà gli avversari, forse non pronti a ritrovare una squadra così diversa da quella dell’andata: più viva, più convinta, più… SantoS.

Al minuto 11 è ancora il “Cigno di Lambrate” a cercare gloria: si infila in area, trova un rimpallo favorevole e guadagna un calcio d’angolo. Due minuti dopo ci prova “Radio di Jay” Riva dalla distanza: botta potente, mira rivedibile: pallone alto. La partita è viva, aperta, vibrante. E soprattutto, si è già capito una cosa: la SantoS oggi non è venuta solo per partecipare. È venuta per disturbare, sorprendere, e – se possibile – riscrivere le gerarchie della classifica.

GLI OSPITI RISPONDONO

I giallorossi continuano a inseguire il secondo gol e al 15° ci provano prima “Cristallo di Boemia” Curioni, poi “Gladiatorino” Zuccarello: costruiscono, insistono, ma non trovano la porta. Dal batti e ribatti ne esce vivo il Filarete, che spazza senza pensarci troppo. Forse è proprio questo il campanello d’allarme che sveglia gli ospiti, di nuovo affacciati dalle parti di Piubelli, anche se senza creare veri pericoli fino al 16°. È da una palla banalmente persa a centrocampo, figlia di un attimo di leggerezza, che nasce il contropiede del Filarete. Conclusione da fuori area, deviazione forse impercettibile, pallone che si appoggia al palo e si infila in rete. Inutile il tentativo di “Captain SantoS” Piubelli, arrivato a sfiorarla ma non abbastanza da cambiarne il destino. È 1-1. Si riparte da zero.

La SantoS, però, non arretra di un centimetro. Crede nei propri mezzi, nella partita, nella possibilità di riprendersi ciò che sente suo. Al 17° Giacomo “Radio di Jay” Riva pennella un cross perfetto su cui si avventa di testa “Sentenza” Lazzeretti: conclusione alta. Peccato, perché alle sue spalle Prosperi sembrava posizionato meglio. Ma dagli spalti e dalla panchina arrivano solo applausi: la squadra lotta, corre, ci crede. Il primo tempo, però, ha ancora molto da raccontare. Al 18° il “Cigno di Lambrate” Prosperi si invola sulla destra, spinge via un avversario con la forza dell’entusiasmo e prova il cross: nulla da fare. Passano due minuti e da una rimessa laterale al limite tra il terrificante e l’inguardabile nasce un pallone vagante che finisce sui piedi del “Gladiatorino” Zuccarello: tiro dal limite, murato, poi svirgolata difensiva e calcio d’angolo conquistato. Al 21° altra emozione: Curioni, lanciato da un Andris dal piedino vellutato, scappa in campo aperto. Corre senza infortunarsi – ed è già una notizia – ma nell’uno contro uno col portiere tocca troppo piano. Il pallone passa tra le gambe dell’estremo difensore, che fortunosamente lo sfiora per poi riuscire a bloccarlo.

I giallorossi continuano a spingere. Al 24° il “Gladiatorino” si presenta sul pallone per una punizione dal limite: tiro secco, il portiere non trattiene e para col petto, ancora una volta con un pizzico di fortuna. La sfera rimane lì, nasce una mischia, arriva una conclusione deviata in angolo. Il primo tempo si chiude così, con una SantoS viva, brillante, coraggiosa. E con una piccola nota di cronaca: l’ammonizione al “Cigno di Lambrate” Prosperi, che ferma un contropiede tirando la maglia all’avversario. Fallo evidente, giallo inevitabile, nessuna protesta. Tutto corretto.

QUANTO E’ BELLA LA SANTOS! 

Negli spogliatoi si respira aria buona: convinzione, entusiasmo, quella voglia di rientrare in campo e spaccare la partita che solo le squadre vive sanno generare. Mister Andrea lo percepisce, lo annusa, e prova il colpaccio. Una di quelle scelte che gli sono valse – da parte di qualcuno, identità ancora ignota – il soprannome di “Mago di Lamb”. Come richiamato da una voce divina, l’occhio del Mago brilla e arriva la decisione: fuori “Sentenza” Lazzeretti, non al meglio e lo si era visto, dentro il “Bebote” Samele. La ripresa può cominciare.

Il match riparte, ma sembra aver perso un po’ di elettricità. Il pallone vaga nella zona centrale del campo, senza trovare un padrone, fino al minuto 4. “Captain SantoS” Piubelli appoggia la sfera a terra per battere una punizione dalla propria area. Fissa l’obiettivo, prende la rincorsa e calcia. Il lancio è talmente preciso che, a oltre 400 chilometri di distanza, anche l’insigne astronomo austroungarico Wenzlich, la celebre “Pantera friulana” giallorossa, avverte un brivido lungo la schiena e nel cosmo. La palla viaggia, plana, cade in area di rigore sui piedi del “Cigno di Lambrate” Prosperi, travolto da una valanga umana. Il direttore di gara non ha dubbi: rigore. Prosperi raccoglie la sfera, la osserva, poi guarda Casiraghi. Un solo pensiero: “Batti lei” [cit.]. L’eco dei richiami del “Bebote” Samele si perde nel vuoto mentre dall’altra parte del campo risuona l’urlo del capitano. “Trilli” annuisce. La rincorsa è breve, il tiro è un capolavoro d’arte moderna: incomprensibile, ma efficace. Il pallone si infila comunque in porta: il portiere intuisce, tocca, ma non trattiene. È 2-1 SantoS. Esplode la gioia.

Il vantaggio ridà un filo di vigore al Filarete, ma poca roba. Al 7° il “Mago di Lamb” chiama Time-Out con un obiettivo chiarissimo: spostare “Trilli” Casiraghi sulla sinistra per sostituire un Curioni ormai al limite della sopravvivenza sportiva. Del resto, è la sua quarta partita consecutiva, un record che per il “Cristallo di Boemia” ha quasi del miracoloso. Ma il cambio non arriva. Nonostante il trasloco di fascia, Casiraghi continua a brillare. Al 10° si inventa una splendida azione solitaria, uno slalom degno di Sofia Goggia, elegante e folle allo stesso tempo. Solo la conclusione non arriva, ma l’azione strappa applausi e sospiri.

IL MOMENTO DEGLI EROI

Scocca il minuto 11 quando al bar del centro sportivo Real Crescenzago cala un silenzio improvviso, quasi religioso, mistico, di grande attesa. La tribuna si alza in piedi, visibilmente emozionata, per osservare una pettorina che scivola a terra rivelando il nuovo ingresso in campo. A lasciare spazio è il “Gladiatorino” Zuccarello, autore di una prova generosa in mezzo al campo. A bordo campo, il vento accarezza la maglia giallorossa numero 5: è il suo momento. Il “Profeta” Baldax mette finalmente piede sul manto erboso del campo (lui che, di erba, è notoriamente esperto). L’ingresso è accolto come un piccolo evento cosmico, e non passa molto prima che il “Profeta” lasci il suo sacro segno. 

Al 13’ è ancora Curioni a rendersi pericoloso su punizione da buona posizione: tiro alto, poca precisione, parentesi veloce. Perché il vero spettacolo sta per arrivare. È il momento dell’apoteosi, della lezione che ogni ragazzo dovrebbe rivedere in loop: il lancio del Profeta. Chiamato a creare arte in assenza del “Ghirlandaio” Gittardi, Baldax regala al pubblico un tocco sopraffino, di una leggiadria esuberante, una pennellata da artista austriaco incompreso (parliamo di Klimt, ovviamente). Il pallone viaggia e arriva tra i piedi di “Trilli” Casiraghi, che viene abbattuto con un fallo tanto evidente quanto inevitabile. Giallo sacrosanto.

Il tempo di rialzarsi e dalla panchina arriva il richiamo: sostituzione. Le casse iniziano a diffondere le prime note di Sal Da Vinci ma lui, prima di entrare, strappa i fili della musica. È l’ora del “Talismano” Antonino. È l’ora della serietà. Al 21° altra punizione per la SantoS. Sul pallone va Andris che cerca il secondo palo: traiettoria interessante, esito meno, palla sul fondo. Ma è solo il preludio al tris giallorosso.

L’APOTEOSI DEL TRIONFO

Un minuto dopo, “Trilli” Casiraghi si muove sinuoso come Roberto Bolle: danza, salta due uomini, punta il fondo. Illuminato dall’istinto, appoggia al centro dove Samele è pronto a insaccare il 3-1. Quarto gol stagionale per il “Bebote”, ora capocannoniere giallorosso insieme a “Sentenza” Lazzeretti. Dall’altra parte del campo si levano elogi, prima ai compagni, poi… a se stesso. “Captain SantoS” osserva la sua scarpa e sentenzia: «Questo piede andrebbe assicurato! Che talento”. Iconico.  La gioia travolge tutti: panchina, tribuna, perfino il guardalinee, lo “Scugnizzo brianzolo”, che in mezzo al campo manca ma fuori si sente, eccome se si sente! Nelle vene dell’imprenditore Scudieri scorre sangue giallorosso: il Cavaliere della SantoS. 

Terminata l’esultanza per il 3‑1, è tempo di un altro cambio. Esce un buon Andris, autore di una prova pulita e intelligente, e a bordo campo si avvicina un’icona giallorossa. Passo lento, sorriso da chi sa già cosa sta per combinare, e quell’aura da birrificio artigianale che profuma di colpi di genio. È il momento di “Piede di Luppolo” Moretti: l’attimo in cui la follia diventa tattica. E il beneficio si sente subito, anche solo dalla sua presenza. Una punizione di Davide “Talk Show” Riva spiove in area con precisione chirurgica, ma nessuno riesce ad arrivarci. Le emozioni rallentano, come il ritmo del match. Al 27° “Trilli” Casiraghi chiede il cambio, e dalla panchina si alza “Purple Rain” Del Greco, che ormai non credeva più di poter entrare. Pochi minuti, ma sufficienti per assistere a una scena che entrerà negli annali della SantoS: la passeggiata di “Captain SantoS” Piubelli. Dalla sua porta al centrocampo, il numero 1 giallorosso avanza con calma zen e invita – in maniera pacata e amichevole, come solo lui sa fare – un giocatore del Filarete al silenzio. L’arbitro ascolta, valuta, e sventola il giallo proprio al capitano. Nulla da dire: sanzione corretta. Il dubbio rimane sulla tenuta psicofisica dell’avversario, polemico dal primo minuto e protagonista di un battibecco continuo con la panchina SantoS. Elementi curiosi da studiare. Quanti danni può fare la frustrazione.

Torniamo a “Purple Rain”, che sfrutta al meglio i pochi minuti a disposizione con un ottimo lancio verso Antonino. Il “Talismano” spizza il pallone, anticipa l’uscita del portiere, la sfera passa… e colpisce il palo. Ma il fischio dell’arbitro aveva già fermato tutto: fuorigioco. Sarebbe da rivedere al VAR, ma i nostri colori sono giallorossi, non nero… ma lasciamo stare le polemiche. Sul ribaltamento di fronte, grazie a una battuta veloce del Filarete, gli ospiti si fanno pericolosi, ma “Captain SantoS” dice di no, si allunga e mette in angolo. È l’ultimo brivido. 

Arriva il triplice fischio che sancisce un 3‑1 emozionante, meritato e accolto con entusiasmo dalla tribuna. La striscia di vittorie consecutive sale a tre, la squadra vola, l’ambiente respira ottimismo. Ora la pausa, prima dell’inizio del Primaverile, con la possibilità di rivedere i ragazzi in amichevole e continuare a costruire questa identità sempre più riconoscibile, sempre più giallorossa.

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