COPPA PLUS 2026

LA U15 SI PRESENTA AI GIRONI CON LO STEMMA DEI CAMPIONI

UNDER 15

LO STEMMA SUL BRACCIO E UN SOGNO DA DIFENDERE

La squadra giallorossa si presenta ai gironi con un simbolo nuovo sulla divisa: il marchio dei Campioni. Un ricordo, un peso, una promessa.

C’è un dettaglio che balza all’occhio, prima ancora del primo controllo orientato, del primo tackle, del primo urlo di Sergio o Luca dalla panchina. Sulla manica destra della divisa gialla della SantoS Under 15 brilla un nuovo stemma: quello del detentore della Coppa Plus. Un cerchio di gloria che racconta una storia recente, ma già entrata nella memoria collettiva del club.

Non è un vezzo estetico. Non è un gadget. È un marchio di fabbrica. È un “ricordati chi sei”.

UNA QUALIFICAZIONE SUDATA

La SantoS U15 arriva ai gironi della Coppa Plus 2026 dopo un percorso tutt’altro che lineare. La qualificazione è stata conquistata tra le migliori terze, un traguardo che ha richiesto più calcolatrice che champagne: tre sconfitte negli scontri diretti, qualche rimpianto, qualche “potevamo fare meglio”, ma anche la consapevolezza che questa squadra, quando conta davvero, c’è.

E infatti, per il quinto anno consecutivo, eccoli lì: ancora in Coppa Plus. Una costante. Una tradizione. Un’abitudine che comincia a profumare di identità.

Il momento simbolico? Proprio quello: la qualificazione. È lì che nasce l’idea di cucire lo stemma sulla manica. Un modo per dire: “E siamo ancora qua. Eh già”, citando un pezzo di Vasco Rossi.

LO STEMMA: UN RICORDO CHE PESA

Lo stemma, consegnato alla squadra al termine della scorsa stagione, non è un semplice premio. È un pezzo di storia recente. È il ricordo di una finale che ha fatto tremare polsi, gambe e tribune: SantoS – OSA Calcio 1924, Coppa Plus 2025.

Un 1-1 tiratissimo, con il gol del pareggio firmato da due che oggi non vestono più il giallorosso ma che resteranno per sempre nella memoria del club: assist di Matteo Gola, capitano di qualità, e zampata di Youssef El Aamri, chirurgico come un veterano.

Poi, la lotteria dei rigori. Una maratona. Una processione di coraggio. A segno Tassan, Maffi, Travaini, Ottolini, Morra, Gola, El Aamri… e infine lui, il ragazzo che ha trasformato un pallone in un trofeo: Lorenzo Del Greco, autore dell’8-7 che ha fatto esplodere la SantoS in un abbraccio collettivo.

Quello stemma, oggi, è lì. Sul braccio destro. A ricordare che la gloria non è un caso.

CONTINUTITA’ E NOVITA’

Gli allenatori Sergio e Luca guidano un gruppo che ha cambiato pelle ma non spirito. Il giocatore che più spesso ha indossato la fascia in questa stagione è Andrea Capoferro, simbolo di affidabilità, presenza, personalità. Uno che parla poco, ma quando parla, pesa.

La squadra ha carattere, ha orgoglio, ha quella miscela di incoscienza e ambizione che rende i quattordicenni capaci di tutto. E soprattutto ha una certezza: la SantoS non entra mai in campo solo per partecipare.

EQUILIBRIO, INSIDIE E UN OBIETTIVO CHIARO

Il girone della Coppa Plus 2026 non è una passeggiata. È uno di quei gruppi in cui ogni partita può cambiare la classifica, l’umore, la stagione.

L’obiettivo dichiarato? Difendere il titolo. Senza proclami, senza arroganza, ma con la consapevolezza che ripetersi sarebbe leggendario. Complicato, sì. Impossibile, no.

UN SIMBOLO CHE DIVENTA PROMESSA

Lo stemma sulla manica non è un trofeo da esibire. È un impegno. È un “ricordati cosa hai fatto” e, allo stesso tempo, un “vediamo se riesci a rifarlo”. La SantoS U15 entra nella Coppa Plus 2026 con un peso in più sul braccio e uno ancora più grande sulle spalle. Ma è un peso che piace. Un peso che motiva. Un peso che trasforma una partita in una missione.

La storia chiama. La SantoS risponde. E lo fa con la manica destra che brilla.

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