LA PRIMA DI CAMPIONATO E' ALLE PORTE

LA LISTA DEI CONVOCATI PER L'ESORDIO NEL PRIMAVERILE DELLA OPEN

PORTIERI: LA CHIAMATA DI DEL GRECO

Tra i pali, stavolta, non c’erano dubbi né alternative da tavolo tattico: la scelta era obbligata. Con “Captain SantoS” Piubelli fermo ai box per squalifica e “Pantera FriulanaWenzlich disperso in qualche missione oltre i confini lombardi, Mister Andrea ha dovuto far affidamento a una soluzione tanto inusuale quanto affascinante. La porta sarà difesa da “Purple RainDel Greco, solitamente impegnato a incantare il centrocampo con la maglia numero 8, tra linee di passaggio che sembrano tracciate con il compasso e tocchi che profumano di velluto. Ma non è un salto nel buio: Niccolò si è già visto tra i pali in questa stagione, nel match contro Filarete. Allora si presentò senza allenamenti, chiamato all’ultimo come un attore che entra in scena senza aver letto il copione. Eppure se la cavò abbastanza bene. Questa volta, però, la storia è diversa. C’è stata una vera preparazione, con sessioni dedicate sotto l’occhio attento del preparatore dei portieri Luke, che per i suoi numeri uno ha sempre un occhio di riguardo. I suoi allenamenti si sentono: ritmo, cura dei dettagli, qualche dritta preziosa. E Purple Rain ha risposto presente, mostrando reattività, coraggio, senso della posizione e un paio di voli plastici che in allenamento hanno strappato più di un sorriso compiaciuto. Serve solo una cosa: tranquillità. Perché il talento per indossare i guanti, quello sì, ce l’ha. E pure in abbondanza. Il Primaverile della Open parte così: con un centrocampista-artista che si trasforma in guardiano del tempio. Una scelta che profuma di emergenza, certo, ma anche di quelle storie che la Gazzetta ama raccontare: impreviste, romantiche, un po’ folli e tremendamente affascinanti.

DIFENSORI

Segnate la data sul calendario, fateci un cerchio rosa e magari anche un asterisco: per la prima volta nella storia recente della Open, il numero dei difensori convocati supera quello dei centrocampisti. Un evento talmente raro che, dicono i più fantasiosi, nemmeno i Maya l’avevano previsto nelle loro profezie. Gli addetti ai lavori – o meglio, quelli che passano la settimana a tentare di indovinare le formazioni come se fosse un concorso a premi – hanno già detto la loro.

Sulla fascia sinistra non c’è discussione: è territorio di “RinghioConti, e guai a chi osa passarci. La leggenda narra che chi ci prova, o perde palla o perde la dignità. A volte entrambe. Al centro della difesa, invece, dovrebbe esserci la coppia formata da Davide “Talk Show” Riva e dal “ProfessorCatapano. Il primo, da quando è stato spostato in questa posizione, ha alzato voti, prestazioni e pure il numero di opinioni espresse a fine partita. Il secondo dirige la linea con la stessa grinta con cui affronta gli esami universitari: provate a non dargli 30 o ad arrivare in area, poi ne riparliamo.

Sulla fascia destra c’è aria di ballottaggio tra GiacomoRadio di Jay” Riva e il “RossoGuerra, ma il primo sembra in netto vantaggio. Non solo per scelta tecnica, ma anche per scelta… referendaria. Pare infatti che mister e capitano abbiano votato no, seguendo – ironia della sorte – proprio il consiglio del “Rosso“. Dalla panchina scalpita “El Calladito” Marasco, pronto a entrare in caso di necessità. La speranza è che stavolta duri più di dieci minuti, visto che l’ultima volta è entrato, ha fatto in tempo a sistemarsi i parastinchi e subito dopo si è stirato. Una comparsata rapida, quasi da festival del cortometraggio.

Scorrendo i nomi spunta anche il “Cristallo di BoemiaCurioni, stranamente in forma in vista del match. Ma non diciamolo troppo forte, per sicurezza. Con questa convocazione potrebbe arrivare a cinque presenze consecutive, un record che la scienza moderna non ha ancora saputo spiegare. Per lui è più probabile un impiego sulla sinistra ma a centrocampo: vedremo cosa decideranno i Mister. E poi c’è il “ProfetaBaldax, praticamente certo del posto da titolare in mezzo al campo, dove potrà finalmente distribuire idee, geometrie e – chissà – magari anche qualche conclusione degna di nota. La scelta del mister è chiara, ma con il “Profeta” non si può mai escludere nulla: difesa, attacco, fascia, guardalinee… qualsiasi ruolo gli venga affidato diventa comunque un’occasione per sfoggiare il suo talento, che sia con il pallone tra i piedi o con una delle sue intuizioni da visionario. Molto dipenderà anche dal campo, che a volte sembra volerlo accompagnare come un palcoscenico illuminato, altre volte lo mette alla prova come un professore severo. Se lo asseconda, il “Profeta” può davvero esaltarsi (parole sue) e far vedere tutto il suo repertorio. In redazione, intanto, la Gazzetta ha già messo da parte un titolone pronto a esplodere nel caso arrivasse finalmente la sua prima marcatura stagionale. Per riuscirci, però, servirà il minimo sindacale: tirare… e prendere la porta. Il resto lo farà il destino.

CENTROCAMPISTI

Visti gli ultimi match, con una pioggia di 7 in pagella che ha fatto brillare gli occhi anche ai più severi, la fascia sinistra sembra ormai proprietà privata di “TrilliCasiraghi. Il ragazzo si è sbloccato, ha preso fiducia e ha dimostrato di poter dare quello strappo che cambia le partite. Ora resta da vedere se il Primaverile saprà esaltare ancora di più le sue accelerazioni, i suoi tagli e quella leggerezza che lo rende imprevedibile.
Al centro, invece, dovrebbe esserci spazio per il “GladiatorinoZuccarello, pronto a prendere in mano il reparto e a fare ciò che gli riesce meglio: correre, pressare, recuperare. È atteso anche al passaggio più importante della stagione, quello verso il titolo di Marco Decimo Zuccarello, comandante del centrocampo giallorosso, generale della SantoS Open, servo leale degli unici veri allenatori, Andrea e Luke. Una presentazione volutamente epica, certo, ma il suo ruolo è proprio questo: dare ordine, dettare i tempi, far girare la squadra come un’orchestra che segue il suo direttore. Per lui, presenza quasi assicurata… e forse anche la fascia da capitano. Vedremo.
Al suo fianco? Oltre al “ProfetaBaldax, potrebbe esserci spazio per “MukiAndris, convincente in tutte le sue apparizioni: cinque su cinque da quando è arrivato, una costanza che ha già conquistato lo spogliatoio. Nonostante la chiamata come “attaccante”, sulla fascia destra vedremo quasi sicuramente il “Cigno di Lambrate” Prosperi, il funambolo giallorosso, l’uomo che trasforma ogni pallone vagante in aria in un’opera d’arte degna della Pinacoteca di Brera. E ogni volta che tocca palla, la tribuna si accende: Captain SantoS in testa, già pronto a guidare il coro che rimbalza da una settimana all’altra come un mantra di fede calcistica. E quando parte quel grido – “Nicooo Proooosp!” – sembra quasi che il campo si allarghi per lasciargli spazio.
E parlando d’arte, ecco il ritorno del “GhirlandaioGittardi, con il suo tocco vellutato e fatato. Per lui spazio dietro l’unica punta, pronto a disegnare calcio e a dare forma a un probabile 4‑4‑1‑1 che profuma di equilibrio e fantasia. Ma la faretra della SantoS presenta altri dardi da incoccare. Parliamo di “The KingRe, probabilmente partente dalla panchina, ma pronto a portare in campo grinta, velocità e quella scossa che spesso cambia il finale delle partite.

Ed ecco il momento della novità: la SantoS ha ufficialmente portato a termine il quinto acquisto invernale (anche se siamo già in primavera), riportando in patria Edoardo “The Word” Cernuschi, di ritorno da Aquisgrana.
Pare che il soggiorno nella città di Carlo Magno gli abbia fatto più che bene: qualcuno giura che, tra le pietre antiche e le ombre dei palazzi imperiali, l’alone del grande sovrano lo abbia sfiorato, lasciandogli addosso un riflesso nuovo, quasi una luce diversa negli occhi. C’è chi dice che sia tornato più saggio, chi più maturo… chi addirittura più “illuminato”. Se questa benedizione storica si tradurrà in giocate altrettanto regali, lo scopriremo presto.

ATTACCANTI

Ed ora spazio all’arsenale giallorosso. Una potenza di fuoco che farebbe invidia a qualsiasi superpotenza, perché qui non si parla solo di giocatori: si parla di stili, filosofie, identità calcistiche che convivono nello stesso spogliatoio come se fosse la Sala dei Re. Le opzioni sono suggestive, quasi mitologiche. Un trono della sala è per “SentenzaLazzeretti, tutto fisico e velocità, capocannoniere della squadra, una sentenza sottoporta. Filippo Inzaghi? Romario? No, la SantoS ha qualcosa di più: un attaccante che non aspetta il pallone… è il pallone che aspetta lui. Un altro seggio è per “El BeboteSamele, l’uomo che prima vede la porta e poi tutto il resto.
Per lui la gerarchia è semplice: Porta, porta, poi il resto. Difatti è il miglior marcatore della SantoS insieme a Lazzeretti. E per fortuna che il C.T. Gattuso lo ha lasciato a casa, altrimenti avremmo dovuto chiedere un permesso speciale alla FIFA per tenercelo.
E il terzo trono è del latin lover giallorosso, “Piedi di luppoloMoretti: fantasia e arte allo stato puro.
Maurizio Mosca, con la sua aura profetica, direbbe: “Ah! Come gioca Moretti“. Quando tocca il pallone, non è calcio: è musica, è un’orchestra che si apre, è un ritornello che ti entra in testa e non se ne va più. E come cantava DJ Matrix, con lo stadio che vibra e le luci che pulsano: “Toda la banda, todo el estadio y todo el mundo baila como Morets”…perché quando Moretti parte in dribbling, ballano tutti. Anche chi non vuole.

OUTSIDERS

E poi, dietro le quinte, ci sono loro: gli outsiders, gli uomini dell’ombra, quelli che non compaiono nella distinta ma che in panchina valgono quanto un gol al novantesimo. Si parte dal guardalinee, lo “Scugnizzo brianzolo” Scudieri, tutto grinta e parole, scudo – e cosa se no, guardando il cognome – della squadra. Sempre pronto a ergersi in difesa dei suoi compagni, a proteggere, a ribattere, a fare muro. La Cina ha la sua Muraglia, la SantoS ha lo Scugnizzo: e spesso è più efficace. E non dimentichiamoci del massaggiatore, il “TalismanoAntonini. Mister Andrea non vuole rinunciarci nemmeno per sbaglio: presenza fissa, rassicurante, quasi mistica. Assente in settimana per un piccolo infortunio – voci di corridoio parlano di un corso accelerato di massaggio cinese, fatto apposta per essere operativo domenica – resta comunque una certezza per i compagni. Uno di quelli che, anche solo con una pacca sulla spalla, ti rimette in piedi.

A parte gli scherzi, adesso si torna seri.
Perché dietro soprannomi, battute e leggerezza c’è una squadra vera, un gruppo che ha lavorato, che ha stretto i denti, che ha costruito qualcosa. E oggi più che mai la SantoS arriva al Primaverile con una certezza: il gruppo è saldo, compatto, pronto. Più forte delle chiacchiere e dei dubbi, più forte delle malelingue che hanno accompagnato l’Invernale. Quella fase era un test, un laboratorio, un terreno di esperimenti. Adesso no: adesso serve concretezza, servono risultati, serve dimostrare che il progetto SantoS non è un’idea romantica, ma una strada che porta lontano.
La squadra lo sa. Ha sofferto, ha costruito, ha sbagliato e ha imparato.
Ora è il momento di mettere a tacere chi non ci crede, di zittire chi aspetta il passo falso, di iniziare a gettare le fondamenta per il prossimo anno, mattone dopo mattone, partita dopo partita. Ma tutto parte da qui. Dalla prima giornata, dal match di apertura, da quella sfida che pesa come un macigno e profuma di occasione. Perché nel calcio, come nella vita, chi ben comincia non è a metà dell’opera: è già dentro la storia.

E la SantoS, questa storia, vuole scriverla.

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