FUORI ROSA

LA VIOLENZA DI GENERE NON SI CONVOCA

L’INIZIATIVA “FUORI ROSA”

Nel weekend appena trascorso, la nostra società ha scelto di schierarsi. Non per una partita, non per un risultato, ma per un valore. Dal 7 al 12 aprile, infatti, il mondo dello sport è stato chiamato a partecipare alla campagna nazionale “Fuori Rosa. La violenza di genere non si convoca”, un’iniziativa che invita tutte le realtà sportive a prendere posizione su un tema che non può essere ignorato.

Spesso si pensa che la violenza di genere sia qualcosa di lontano, che riguardi altri contesti, altre storie, altre vite. Ma sarebbe un errore. Lo sport è un ambiente educativo, un luogo in cui bambine e bambini, ragazze e ragazzi imparano cosa significa rispetto, fiducia, collaborazione. È qui che si costruiscono i comportamenti di domani. È qui che si impara a stare insieme.

Per questo le nostre squadre hanno deciso di aderire con convinzione, trasformando un gesto semplice in un messaggio potente: alzare un cartellino rosa. Lo hanno fatto prima delle partite, nelle foto ufficiali, nei selfie spontanei. Lo hanno fatto atleti e atlete, allenatori e allenatrici, dirigenti, famiglie, tifosi e tifose. Lo hanno fatto anche gli arbitri, uniti in un’unica immagine che parla chiaro: la violenza non è un’opinione, non è un dettaglio, non è qualcosa che si può ignorare.

Il cartellino rosa non è un simbolo estetico. È un invito a guardare in faccia un problema reale. È un modo per dire che lo sport non si limita a insegnare come si vince o come si perde, ma anche come si vive insieme.
E che la nostra società vuole essere parte attiva di questo percorso.

La partecipazione è stata sentita, spontanea, convinta. Le famiglie hanno risposto con entusiasmo, i ragazzi e le ragazze hanno compreso il significato del gesto, gli allenatori hanno trasformato un momento simbolico in un’occasione educativa. Perché è così che si costruisce una comunità: un gesto alla volta, una scelta alla volta.

La campagna “Fuori Rosa” non si esaurisce in un weekend. È un messaggio che portiamo avanti ogni giorno, in ogni allenamento, in ogni partita, in ogni relazione che nasce sul campo. Lo sport può essere un rifugio, un esempio, un argine. E noi vogliamo che lo sia.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato. Grazie a chi ha alzato quel cartellino rosa con un sorriso, con orgoglio, con consapevolezza. Grazie a chi crede che educare allo sport significhi educare al rispetto. E un grazie speciale al CSI, che con iniziative come questa continua a richiamare l’attenzione delle società sportive e a promuovere una cultura di responsabilità, comunità e cura reciproca.

Il nostro impegno continua. In campo, fuori dal campo, sempre.

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