COPPA PLUS 2026

STAGIONE CHIUSA CON IL KO INTERNO

LA CORNICE PERFETTA

La SantoS Arena si presenta nella sua veste migliore, illuminata da un sole primaverile che scalda l’aria e accende il sintetico. Il manto brilla sotto la luce, quasi abbagliante, come se il campo avesse deciso di mettersi in mostra per l’ultimo atto della Coppa Plus. È un pomeriggio caldo, limpido, di quelli che fanno respirare calcio già prima del fischio d’inizio.

Dietro la rete di protezione, i tifosi prendono posizione secondo un rituale che si tramanda da stagioni: in piedi, attaccati al metallo, le dita intrecciate ai fili come se potessero tirare la squadra verso la porta avversaria di qualche centimetro a ogni azione. I più rapidi — o i più furbi — conquistano una delle due panchine laterali, trasformate per l’occasione in tribune d’élite, con vista privilegiata e commenti tecnici incorporati.

A destra pulsa il cuore SantoS: rumoroso, caldo, colorato, riconoscibile anche a occhi chiusi. Dall’altra parte, compatti e ordinati, i tifosi ospiti provano a ritagliarsi un angolo di voce in un’arena che raramente concede il controllo del ritmo emotivo. È una sfida nella sfida: chi incita più forte, chi trova la parola giusta al momento giusto, chi riesce a far sentire la propria presenza prima ancora che il pallone inizi a rotolare.

Sole, colori, voci, attesa. Tutto è lì, al posto giusto. Una cornice semplice ma perfetta, nata per il calcio, per quella vibrazione sottile che attraversa il campo prima che tutto inizi davvero. La giornata conclusiva della Coppa Plus Under 15 non poteva chiedere scenografia migliore.

PROTAGONISTA INATTESO

La prima emozione del match, quando la lancetta dei minuti non ha ancora completato il suo primo giro, non arriva dal campo ma… dall’esterno. Protagonista: un papà — non faremo nomi, per rispetto del calcio e della sua dignità tecnica — chiamato a rimandare un pallone oltre la linea laterale.
Il primo tentativo è un misto tra entusiasmo e coraggio: rincorsa breve, impatto deciso, potenza da portiere in giornata di grazia… ma traiettoria tutta da rivedere. Il pallone non rientra, resta lì, sospeso tra la buona volontà e la fisica. Da qui, tutti gli occhi si spostano su di lui. L’improvvisato calciatore capisce che ormai è dentro la scena, e al secondo tentativo — un po’ più cauto, un po’ più goffo — riesce finalmente a rispedire il pallone in campo. Scatta un applauso spontaneo, di quelli che mischiano affetto e ironia.
Come direbbe Giorgio Terruzzi: “Voto 6. Bel tentativo, di cuore. Il gesto è poco atletico — cosa che non ti aspetti da un maratoneta — e la precisione, diciamolo, sembra essersi presa una pausa. Nei campi da gioco virtuali, però, dicono che sia tutta un’altra storia. Voto per l’impegno, sempre generoso, e per averci regalato il primo sorriso della giornata“.

PARTENZA IN SALITA

I sorrisi della SantoS durano il tempo di un respiro. Perché al termine del primo minuto — sì, proprio il primo — gli ospiti decidono che è già ora di alzare la voce. Una ripartenza rapida, un pallone che viaggia verso il limite dell’area e la conclusione che parte secca, improvvisa.
Samuele Groppelli ci mette la mano, respinge di lato, fa il suo. Ma il pallone resta lì, in quella zona grigia dove tutto può succedere.
L’esterno del POS Senago ci arriva come un treno in orario, anticipando una difesa giallorossa sorpresa, quasi incredula. Samuele è ancora a terra, prova comunque a intervenire, ci riesce quel tanto che basta per far impennare la palla. Un tocco minimo, un soffio. Ma sufficiente per trasformare l’azione in un duello aereo.
L’attaccante ospite ci mette la fronte: un gesto semplice, leggero, quasi educato. La sfera cambia direzione, accarezza la rete e si infila dentro con una lentezza crudele.
La SantoS Arena si ammutolisce. Un attimo infinito, di quelli che pesano più di un tempo intero. Incredulità generale. Un avvio shock, inatteso, quasi irreale. Pronti, via… e il POS Senago comanda il match.

PROVE DI RIMONTA

La SantoS prova subito a rimettere ordine alle emozioni: una conclusione potente da fuori area di Samuele Tassan sembra poter accendere la miccia, ma il portiere ospite si allunga bene e spegne tutto. Una scintilla, sì, ma niente incendio. La gara resta in equilibrio per qualche minuto, senza scossoni. La retroguardia giallorossa, però, non dà mai l’impressione di essere davvero serena: qualche errore di troppo, qualche appoggio sbagliato, qualche lettura tardiva. Per fortuna, ogni disattenzione viene recuperata in extremis.

Per rivedere un tiro della SantoS bisogna aspettare il 7’, quando Martino Ottolini prova la soluzione dalla distanza. Buona l’idea, meno l’efficacia: il portiere del POS Senago blocca senza affanni. I giallorossi costruiscono, si muovono, provano a dare un senso alla manovra… ma manca sempre l’ultimo passaggio, l’ultimo tocco, l’ultimo lampo. E quando sbagli troppo, il calcio te lo ricorda: è una legge antica, spesso crudele. Lo vedremo presto.

Da segnalare l’impegno di Andrea Flomi, che prova più volte ad aprire il gioco. Le idee ci sono, la gestione è rivedibile, ma il tentativo di alzare la testa e farsi sentire merita applausi.

SENAGO ALLUNGA

La SantoS ci prova, anche se con poca convinzione e qualche errore di controllo che spezza il ritmo. Al minuto 10, però, Martino Ottolini decide di regalare un lampo al pubblico della SantoS Arena.
Al limite dell’area controlla una palla a mezza altezza e lo fa nel modo più teatrale possibile: palleggiando. Una piccola danza, un po’ elegante e un po’ goffa, nel tentativo di girarsi e trovare lo spazio. Poi, finalmente, mette giù il pallone e libera il destro.
La conclusione è buona, ma il portiere del POS Senago si supera: un intervento spettacolare, con le dita che sfiorano la sfera quel tanto che basta per farla impennare. La palla si alza, bacia la traversa e finisce sul fondo.
Un brivido vero, di quelli che fanno pensare alla legge più antica del calcio: gol sbagliato, gol subito.
E infatti passano appena tre minuti.
Samuele Tassan serve Andrea Capoferro, che prova il tiro da fuori: buona l’idea, buona l’esecuzione, ma il portiere ospite si allunga basso e devia in angolo.
Il calcio piazzato, però, viene gestito male. Troppo male. E da lì nasce il contropiede che cambia l’inerzia del match.
Il ribaltamento di fronte è letale: il funambolico numero 8 del POS Senago prende palla, punta la porta, accelera. Arriva in area e incrocia il destro con freddezza chirurgica. La palla si infila nell’angolino. 0-2. E la SantoS Arena si ritrova a fare i conti con un’altra coltellata inattesa.

CROLLO VERTICALE

Frastornati e nervosi, i giallorossi rimettono palla al centro. Il gioco riparte, ma la serenità no. Pochi secondi e gli ospiti affondano ancora sulla sinistra: l’esterno mette dentro un cross senza pretese, uno di quelli che di solito finiscono sul secondo palo o direttamente sul fondo.

Questa volta, però, la palla prende una traiettoria strana, si impenna e ricade verso la porta. Il portiere giallorosso è fuori posizione, se ne accorge tardi, prova a rientrare ma il passo arriva in ritardo. La sfera lo scavalca, tocca terra oltre la linea. 0-3. Un gelo improvviso, di quelli che svuotano lo stadio in un istante.
Silenzio. Incredulità. Sgomento. La SantoS Arena si blocca, come se qualcuno avesse premuto “pausa”. E non è finita.

Al 18° minuto, sull’ennesimo ribaltamento di fronte in velocità, il POS Senago affonda ancora. Il funambolico numero 8 prende campo, accelera, punta la porta e chiude con un diagonale preciso. 0-4. I fantasmi della disfatta contro OSA Calcio 1924 tornano a farsi vedere, nitidi, pesanti. Il primo tempo si chiude così: un risultato duro, quasi irreale, che pesa come un macigno sul morale giallorosso.

RISVEGLIO GIALLOROSSO

La ripresa porta subito aria nuova in casa SantoS, a partire dalla porta: entra Francesco Padovani, e il battesimo è immediato. Al calcio d’inizio il POS Senago prova la conclusione diretta verso lo specchio, ma Padovani risponde con i pugni, deciso, pulito. Un intervento che sembra accendere qualcosa nei giallorossi.

Passano pochi secondi e arriva il primo vero segnale: al 1° minuto, Andrea Capoferro trova un varco e calcia verso la porta. Il portiere ospite segue la traiettoria, si allunga… ma non ha fatto i conti con Matteo De Simone, che sbuca alle sue spalle, libero da marcature. Un tocco leggerissimo, quanto basta per cambiare la direzione del pallone e mandare fuori causa l’estremo difensore. È 1-4. Un gol nato dal nulla, quasi disegnato, anche se — spoiler — non lo era affatto. Ma vale oro: la SantoS ritrova fiato, fiducia, voce.

POS Senago prova a reagire, ma ora sono i giallorossi a spingere. L’asse Capoferro–Ottolini–Del Greco costruisce un’altra azione pericolosa che porta a un calcio d’angolo. Dallo sviluppo del piazzato nasce l’occasione per Pietro De Giuseppe, che prova a colpire di punta: l’idea è buona, la palla sfila di poco sul fondo.

E siamo ancora al 4° minuto. La SantoS è viva, finalmente.

ILLUSIONE SANTOS

Al 7° minuto arriva un altro brivido per la difesa ospite: Lorenzo Del Greco approfitta di un controllo sbagliato del difensore, si coordina d’esterno e calcia. La palla si alza, sorvola la traversa e accende la sensazione che qualcosa stia cambiando.

È infatti l’avvisaglia del raddoppio giallorosso, che arriva due minuti più tardi.
Dopo una rimessa laterale, Edoardo Favali tenta un controllo che è un po’ goffo, un po’ fortunoso, ma tremendamente efficace. Si apre lo spazio, lui non ci pensa due volte e calcia rasoterra verso l’angolino. La palla si infila precisa. 2-4. Delirio SantoS.

La rimonta, improvvisamente, non è più un sogno lontano. Il POS Senago prova a reagire, ma l’inerzia ora è tutta giallorossa. Al 12° minuto, Martino Ottolini si ritrova da solo sul dischetto: controllo, tiro… ma il portiere ospite legge tutto e si tuffa basso, salvando in angolo con un intervento provvidenziale. Poi tocca a Riccardo Ferraguti, sorprendentemente alto in pressione: costringe il portiere a un rinvio a campana, altissimo. Ottolini controlla, si inventa un sombrero sul difensore e calcia ancora. Ancora una volta, l’estremo difensore vola e mette in angolo.
Passa un minuto e il numero 8 giallorosso ci riprova dal limite: tiro secco, angolato, ma il portiere ospite risponde con un’altra parata da applausi.

Una saracinesca, letteralmente. La SantoS spinge, crea, ci crede. E la partita, ora, è completamente riaperta.

RISVEGLIO AMARO

Siamo agli sgoccioli, 17° minuto, e stavolta è Francesco Padovani a prendersi la scena e gli applausi della SantoS Arena. Prima si getta su un pallone vagante in area dopo un calcio d’angolo — situazione pericolosissima — poi si ripete con una bella parata su una conclusione da fuori, deviando ancora in angolo.

Al 18° arriva il terzo intervento consecutivo: tiro basso, un po’ centrale, ma Padovani scende rapido e pulito.
Si vedono i frutti dell’allenamento, eccome. Tre parate fondamentali che tengono viva la speranza e permettono alla SantoS l’ultimo assalto. Al 20° minuto, infatti, Samuele Tassan riaccende le flebili speranze giallorosse: si avventa sul pallone e lo spinge in rete per il 3-4.

La SantoS Arena esplode, il sogno della rimonta torna a farsi largo, anche se solo per un istante. Poi, però, il tempo presenta il conto. Dopo qualche minuto il direttore di gara fischia la fine: la SantoS si ferma a un passo dall’impresa, mentre il POS Senago può esultare per la rivincita del match d’andata, quello finito 5-5 dopo la rimonta giallorossa dal 2-5.

APPLAUSI PER LA STAGIONE

L’ultimo appuntamento stagionale di Coppa Plus, nato come occasione per difendere e consolidare il secondo posto, si trasforma in una sconfitta difficile da digerire. Le due squadre scendono in campo senza grandi obiettivi, se non quello di proteggere con orgoglio la piazza d’onore del girone.
Per la SantoS c’era anche il desiderio di chiudere la stagione con un sorriso, di rispondere al ko dell’ultimo match.
Niente da fare: arriva la seconda sconfitta consecutiva, un record negativo già visto nella stagione invernale.

Si tratta della 10ª sconfitta in Coppa Plus su 33 apparizioni totali, un dato che racconta quanto questa competizione sia dura, selettiva, spietata. Ancora più significativo se confrontato con il percorso generale della squadra: su 153 partite disputate, la SantoS ne ha perse solo 30.
Eppure, i numeri — e le casualità — sanno essere beffardi: questa è anche la 10ª sconfitta alla SantoS Arena.

Un peccato chiudere così, certo. Ma nulla cancella ciò che è stato costruito: il percorso, la crescita, le emozioni, la solidità di un gruppo che ha saputo competere, soffrire e rialzarsi. La stagione finisce con un’ombra, ma la storia resta luminosa.

IL FUTURO CHIAMA

L’ultimo appuntamento stagionale di Coppa Plus, nato come occasione per difendere e consolidare il secondo posto, si trasforma in una sconfitta difficile da digerire. Le due squadre scendono in campo senza grandi obiettivi, se non quello di proteggere con orgoglio la piazza d’onore del girone.
Per la SantoS c’era anche il desiderio di chiudere la stagione con un sorriso, di rispondere al ko dell’ultimo match.
Niente da fare: arriva la seconda sconfitta consecutiva, un record negativo già visto nella stagione invernale.

Si tratta della 10ª sconfitta in Coppa Plus su 33 apparizioni totali, un dato che racconta quanto questa competizione sia dura, selettiva, spietata. Ancora più significativo se confrontato con il percorso generale della squadra: su 153 partite disputate, la SantoS ne ha perse solo 30.
Eppure, i numeri — e le casualità — sanno essere beffardi: questa è anche la 10ª sconfitta alla SantoS Arena.

Un peccato chiudere così, certo. Ma nulla cancella ciò che è stato costruito: il percorso, la crescita, le emozioni, la solidità di un gruppo che ha saputo competere, soffrire e rialzarsi. La stagione finisce con un’ombra, ma la storia resta luminosa.

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